https://labourlaw.unibo.it/issue/feed Labour & Law Issues 2020-07-02T16:02:58+02:00 Patrizia Tullini dsg.lli@unibo.it Open Journal Systems <strong>Labour &amp; Law Issues – ISSN 2421-2695</strong> è una rivista digitale che si occupa del diritto delle relazioni individuali e collettive di lavoro nell’ambito delle scienze giuridiche e sociali. https://labourlaw.unibo.it/article/view/11252 Lavoro su piattaforma, coronavirus, conflitto sociale e legislazione: i nodi sono tutti da sciogliere 2020-07-02T16:02:56+02:00 Marco Barbieri marco.barbieri@unifg.it L'Autore, in questa introduzione, analizza la relazione tra piattaforme digitali, ciclofattorini, infezione da SARS-CoV-2 e conflitto sociale. 2020-07-02T00:00:00+02:00 Copyright (c) 2020 Marco Barbieri https://labourlaw.unibo.it/article/view/11254 Subordinazione o dipendenza? Uno studio sulla linea di demarcazione tra lavoro subordinato e lavoro autonomo in sei sistemi giuridici europei 2020-07-02T16:02:57+02:00 Pierluigi Digennaro pierluigi.digennaro@unimi.it Il saggio include, nella sua parte centrale, una analisi comparata su sei sistemi giuridici (Slovacchia, Olanda, Germania, Regno Unito, Francia e Italia) volta ad esaminare la distinzione, in tali paesi, tra lavoro subordinato e lavoro autonomo e, qualora presente, fra questi ed un terzo status legale. In particolare, sono stati sottoposti ad analisi i criteri distintivi utilizzati dalla legge e dalla giurisprudenza in ciascuno di detti ordinamenti. La finalità di questa parte del saggio è quella di fornire una base uniforme alla discussione e valutazione critica dei differenti approcci utilizzati in questi sistemi legali per dare forma a quegli status giuridici che assicurano la protezione del diritto del lavoro. La terza sezione intende contribuire a tale dibattito traendo delle conclusioni dalla analisi comparata ed introducendo il concetto di ‘assoggettamento’ come possibile catalizzatore delle tutele al posto del concetto di subordinazione onde assorbirne e ampliarne la portata. Si ritiene, infatti, che la categoria dell’‘assoggettamento’ possa ‘leggere’ meglio l’attuale scenario socioeconomico nel quale le categorie giuridiche necessariamente debbono inserirsi. Un affresco critico di tale scenario è, infatti, fornito nella prima sezione del saggio. Nelle ultime righe del saggio è rivolto un invito ai legislatori ad operare al fine di garantire anche ai lavoratori autonomi ‘genuini’ strumenti più efficaci che siano volti a garantire loro protezione in caso di malattia o impedimenti di lungo termini ad operare sul mercato nonché il diritto ad una pensione adeguata. 2020-07-02T00:00:00+02:00 Copyright (c) 2020 Pierluigi Digennaro https://labourlaw.unibo.it/article/view/11258 Dal controllo alla mobilitazione. Le lotte dei ciclofattorini e dei facchini della logistica in Italia 2020-07-02T16:02:58+02:00 Lorenzo Cini lorenzo.cini@sns.it Bartek Goldmann bartosz.goldmann@sns.it Dopo anni di declino di militanza sindacale, sono emerse recentemente in Italia forme militanti di mobilitazione dei lavoratori nel settore delle piattaforme digitali e della logistica, che hanno portato avanti nuove forme di organizzazione e azione. Questo articolo indaga su due di questi casi in corso dal 2011: vale a dire, le mobilitazioni dei facchini della logistica e dei ciclo-fattorini per la consegna di cibo. Entrambi i casi di mobilitazione appaiono sorprendenti, poiché i lavoratori si sono mobilitati in circostanze normalmente associate alla “non mobilitazione”, cioè, si sono verificati in luoghi di lavoro caratterizzati da innovazione tecnologica ed in assenza dei sindacati confederali. Come sono avvenute allora queste mobilitazioni? Nel contributo si sostiene che questi lavoratori siano riusciti a farlo grazie all'adozione di risorse e opportunità specifiche - sia nel luogo di lavoro che al di fuori di esso - che sono stati in grado di creare e sviluppare nel corso di diversi anni. Per dimostrare questa ipotesi di ricerca, sono stati raccolti dati da interviste semi-strutturate con lavoratori, rappresentanti sindacali e avvocati. Gli autori hanno altresì partecipato a incontri politici, scioperi ed eventi di protesta in cinque città italiane tra il 2018 e il 2019. 2020-07-02T00:00:00+02:00 Copyright (c) 2020 Lorenzo Cini, Bartek Goldmann https://labourlaw.unibo.it/article/view/11259 Le tutele in caso di disoccupazione nella l. n. 128/2019 2020-07-02T16:02:58+02:00 Rosa Di Meo rosa.dimeo@uniba.it Dopo una breve analisi degli vari strumenti forniti dalla legislazione italiana in caso di disoccupazione involontaria, il saggio si concentra sull'accesso all'indennità di disoccupazione per i ciclofattorini. Se infatti è possibile dimostrare in giudizio che il rapporto di lavoro presenta le caratteristiche della collaborazione etero-organizzata, il legislatore del 2019, da un lato, afferma l'applicazione della disciplina del rapporto di lavoro, ma, dall'altro, non menziona la possibilità che i lavoratori possano avere diritto alle prestazioni di disoccupazione. L'art. 2, co. 26, l. n. 335/1995 prevede che i collaboratori definiti con riferimento al T.U.I.R. possano iscriversi alla gestione separata dell'INPS, sebbene la legislazione fiscale offra una nozione di collaboratore coordinato e continuativo non perfettamente sovrapponibile all'art. 409 c.p.c. e ancor meno all'art. 2, d.lgs. n. 81/2015, in quanto richiede che, per potersi iscrivere, i collaboratori ricevano un compenso fisso periodico. Dopo aver proposto una lettura costituzionalmente orientata della norma fiscale, il saggio si concentra su un possibile criterio per misurare il tempo di lavoro dei ciclofattorini e, di conseguenza, la quantità di contributi necessari per far accedere alla Naspi (in caso di qualificazione come dipendenti) o alla Dis-Coll (se invece il giudice li ha qualificati come quasi-lavoratori). 2020-07-02T00:00:00+02:00 Copyright (c) 2020 Rosa Di Meo https://labourlaw.unibo.it/article/view/11260 La tutela prevenzionistica dei riders nella legge n. 128/2019 2020-07-02T16:02:58+02:00 Anna Rota anna.rota2@unibo.it Non è difficile constatare la centralità che la protezione giuridica della salute e sicurezza dei riders ha assunto dentro e fuori i confini nazionali, a partire dall’organizzazione dei movimenti rivendicativi atti a contestare le inadeguate condizioni di lavoro fissate dalle piattaforme del food delivery. Al termine d’un percorso a tratti accidentato, dapprima segnato dall’elaborazione di proposte legislative di matrice regionale, modelli di co-determinazione delle regole lavoristiche da parte della contrattazione territoriale (come la Carta di Bologna) e di autodeterminazione di garanzie da parte delle aziende operanti nel settore (la Carta dei valori sottoscritta a Milano), si segnala l’approvazione della l. n. 128/2019 che ha convertito (con modificazioni) l’originario assetto regolativo introdotto dal d.l. n. 101/2019, recante misure di tutela del lavoro e di risoluzione delle crisi aziendali. Tra le garanzie prevenzionistiche a favore dei lavoratori autonomi che, avvalendosi di specifici mezzi di trasporto, consegnano beni nel contesto urbano veicolati da piattaforme digitali, il contributo intende concentrarsi sulla disposizione contenuta nell’art. 47 septies, co. 3, d.lgs. n. 81/2015 che imputa alla piattaforma il rispetto, con oneri e spesa a proprio carico, del t.u. in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Accedendo a una lettura alternativa a quella che riconduce l’apporto del novum essenzialmente a quanto previsto ex art. 21, d.lgs. n. 81/2008, si predilige un’interpretazione che appare più coerente alla ratio legis della l. n. 128/2019 ed, a quanto consta, in linea con alcuni recenti indirizzi europei espressi nel campo della prevenzione/precauzione dei rischi professionali. Quest’ultima esegesi appare di recente avallata dalla giurisprudenza del lavoro nell’ambito di procedimenti cautelari avviati, durante l’emergenza sanitaria da SARS - COV 2, da riders che hanno svolto attività per conto di piattaforme del food delivery senza ricevere idonei dispositivi di protezione individuale. 2020-07-02T00:00:00+02:00 Copyright (c) 2020 Anna Rota https://labourlaw.unibo.it/article/view/11261 Le nuove tutele dei riders al vaglio della giurisprudenza: prime indicazioni applicative 2020-07-02T16:02:58+02:00 Carla Spinelli carla.spinelli@uniba.it Tenendo conto delle recenti sentenze sulla protezione della salute e della sicurezza dei ciclofattorini, l’autrice analizza la normativa nazionale in materia di lavoro su piattaforma per valutarne ambito di applicazione ed effettività. 2020-07-02T00:00:00+02:00 Copyright (c) 2020 Carla Spinelli https://labourlaw.unibo.it/article/view/11262 Compenso “negoziato” e lavoro autonomo su piattaforma digitale 2020-07-02T16:02:58+02:00 Micaela Vitaletti mvitaletti@unite.it L'autore descrive l'articolo 47 quater della l. n. 128/2019 e le implicazioni per il lavoro autonomo svolto attraverso piattaforma digitale, approfondendo le conseguenze delle transazioni mediate dai sistemi digitali sul salario e il ruolo della contrattazione collettiva. 2020-07-02T00:00:00+02:00 Copyright (c) 2020 Micaela Vitaletti https://labourlaw.unibo.it/article/view/11253 Le misure anti-Covid19 nei luoghi di lavoro: dalla (sicura) emergenza sanitaria alla (temuta) emergenza sanzionatoria 2020-07-02T16:02:57+02:00 Salvatore Dovere salvatore.dovere@giustizia.it Il saggio affronta le problematiche innescate dall’art. 42, co. 2 del cd. Decreto cura Italia che assimila i casi accertati di infezione da Coronavirus in occasione di lavoro ai casi di infortunio. Tra queste, vi è la temuta emergenza sanzionatoria che deriverebbe dall’attivazione di un procedimento penale per accertare la responsabilità datoriale in caso di contrazione della malattia da Covid-19 da parte di un lavoratore. L’autore anzitutto formula alcune proposte su come gestire il sovraccarico delle Procure, rendendo più rapide le indagini preliminari. Si occupa poi di fornire alcune risposte al problema della possibile esenzione dalla responsabilità per il datore nel caso in cui siano state rispettate tutte le misure previste dai decreti. Dopo aver evidenziato la potenziale decisività della carenza di conoscenze scientifiche in merito alla patogenesi connessa al virus, svolgendo un parallelismo con l’esperienza giudiziaria in tema di malattie da amianto, viene sostenuto che quand’anche assicurata dal legislatore la assoluta determinatezza delle regole cautelari, non ne deriverebbe la certezza di una esclusione del giudizio di responsabilità per il datore di lavoro che ad esse si sia attenuto. Pertanto, lo sforzo da compiere è piuttosto un ripensamento del criterio della colpa che, traendo spunto dall’esperienza della responsabilità medica, offra più adeguati criteri di attribuzione della responsabilità. 2020-07-02T00:00:00+02:00 Copyright (c) 2020 Salvatore Dovere https://labourlaw.unibo.it/article/view/11255 Secondo la Cassazione francese Uber è datore di lavoro 2020-07-02T16:02:57+02:00 Annamaria Donini annamaria.donini@unige.it L’Autrice propone un commento alla sentenza della Corte di cassazione francese che ha qualificato il contratto di lavoro di un autista di Uber nei termini della subordinazione. Secondo la Corte, Uber determina unilateralmente i termini e le condizioni del servizio di trasporto a cui l'autista partecipa, riducendo la sua capacità di organizzare liberamente l’attività e in tal modo determinando l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato. La sentenza presenta elementi di continuità con l’orientamento giurisprudenziale francese di legittimità in tema di lien de subordination, ma se ne differenzia per la valorizzazione dell’indice del service organisé. L’Autrice propone un confronto tra tale criterio e quello dell’eterorganizzazione introdotto dal legislatore italiano per ampliare il campo di applicazione delle tutele per il lavoro dipendente. Se ne ricava la centralità in entrambi gli ordinamenti della verifica in merito all’esistenza di un’organizzazione produttiva altrui, dalla quale discendono regole per lo svolgimento del lavoro su cui il prestatore non ha alcun dominio. Nella lettura offerta, ben poco spazio rimane per l’applicazione delle regole speciali destinate al lavoro autonomo tramite piattaforma in Francia e in Italia. Queste disposizioni dovrebbero applicarsi ai settori della consegna a domicilio di merci e del trasporto passeggeri in contesti urbani: in questi ambiti, tuttavia, la capacità delle piattaforme digitali di organizzare il servizio è talmente forte da influenzare regolarmente il modo in cui il lavoro viene svolto e apparire pertanto incompatibile con una genuina autonomia del rapporto. 2020-07-02T00:00:00+02:00 Copyright (c) 2020 Annamaria Donini https://labourlaw.unibo.it/article/view/11256 La nozione euro-unitaria di lavoratore dipendente alla prova della gig-economy: si pronuncia la Corte di Giustizia europea 2020-07-02T16:02:57+02:00 Gemma Pacella g.pacella@pm.univpm.it Il 22 aprile scorso la Corte di Giustizia UE si è pronunciata, con un’ordinanza, sulla questione pregiudiziale posta dal Tribunale di Watford in merito all’interpretazione della Direttiva UE 2003/88 sull’orario di lavoro, applicabile ai lavoratori dipendenti. Il rinvio pregiudiziale ha rappresentato l’occasione per la giurisprudenza europea di tornare sul concetto euro-unitario di lavoratore, già consolidato da numerosi e costanti precedenti, e di pronunciarsi sul rapporto di lavoro tra un corriere e una società di consegne a domicilio nell’ambito della gig-economy. L’ordinanza, invero assai sintetica, offre comunque degli spunti interessanti per valutare l’impatto sul procedimento qualificatorio della fattispecie dei profili, tra gli altri, relativi alla libertà del ricorrente di decidere se e quando lavorare e di farsi sostituire da un terzo nell’esercizio della prestazione. 2020-07-02T00:00:00+02:00 Copyright (c) 2020 Gemma Pacella https://labourlaw.unibo.it/article/view/11257 L’art. 2087 c.c. al tempo del Covid-19 2020-07-02T16:02:58+02:00 Marianna Russo m.russo@unidav.it La tutela dell’integrità psico-fisica del lavoratore è un tema di grande attualità, che non può prescindere dal continuo confronto con il progresso e l’evoluzione delle tecniche di protezione, nonché con forme sempre nuove di potenziali lesioni alla persona-lavoratore. Alla luce di ciò, è indispensabile comprendere in quale modo l’obbligo generale di sicurezza previsto dall’art. 2087 c.c. in capo al datore di lavoro debba essere concretamente declinato nel contesto dell’odierna sfida contro il Covid-19. Il presente contributo focalizza l’attenzione sulle misure adottabili dal datore di lavoro in base alla particolarità del lavoro (operatori sanitari e categorie a rischio elevato, pubblici dipendenti, dipendenti privati, riders e lavoratori autonomi, lavoratori irregolari), all’esperienza e alla tecnica, affrontando le spinose questioni in materia di aggiornamento DVR e applicazione dei protocolli anti-contagio, nonchè di controlli tecnologici e sanitari e implicazioni sul trattamento dei dati personali. 2020-07-02T00:00:00+02:00 Copyright (c) 2020 Marianna Russo