Labour & Law Issues https://labourlaw.unibo.it/ <strong>Labour &amp; Law Issues – ISSN 2421-2695</strong> è una rivista digitale che si occupa del diritto delle relazioni individuali e collettive di lavoro nell’ambito delle scienze giuridiche e sociali. it-IT <p>I diritti d'autore e di pubblicazione di tutti i testi pubblicati dalla rivista appartengono ai rispettivi autori senza alcuna restrizione.</p><div><a href="http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/" rel="license"><img src="https://i.creativecommons.org/l/by/3.0/88x31.png" alt="Creative Commons License" /></a></div><p>La rivista è rilasciata sotto una licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/" rel="license">Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported</a> (<a href="http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/legalcode">licenza completa</a>). <br />Vedere anche la nostra <a href="/about/editorialPolicies#openAccessPolicy">Open Access Policy</a>.</p> dsg.lli@unibo.it (Patrizia Tullini) ojs@unibo.it (OJS Support) Mon, 21 Dec 2020 14:01:47 +0100 OJS 3.2.1.1 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 La dicotomia autonomia/subordinazione. Uno sguardo in prospettiva https://labourlaw.unibo.it/article/view/11975 <p>Ancorché non possa essere considerata una distinzione in rerum natura, l'Autrice ritiene che la distinzione tra subordinazione e lavoro autonomo sia ancora oggi fondamentale. Le modifiche normative nel frattempo intervenute, concernenti, prima l'introduzione delle collaborazioni coordinate e continuative, poi quella delle collaborazioni etero-organizzate, non hanno toccato la tradizionale distinzione tra subordinazione e autonomia. Ciò non toglie che sia presente una latente "tensione qualificatoria” emersa, in particolare, con riferimento al rapporto di lavoro dei riders. Neppure l’adozione, per via interpretativa, di una nozione larga di subordinazione è stata in grado di allentare i problemi di qualificazione. Le perduranti incertezze qualificatorie non inducono tuttavia l'Autrice a ritenere che la tradizionale distinzione tra subordinazione e autonomia debba essere abbandonata. Un diritto del lavoro che si limitasse ad attribuire alcuni diritti fondamentali a tutti coloro che lavorano a seconda della loro condizione di bisogno, o di dipendenza economica, rischierebbe di mettere in pericolo i "diritti contrattuali" del lavoratore subordinato. Meglio allora auspicare un aggiornamento della nozione di subordinazione e prevedere misure aggiuntive di protezione per il lavoro autonomo.</p> Maria Vittoria Ballestrero Copyright (c) 2020 Maria Vittoria Ballestrero https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/11975 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 L'adattamento o il superamento della subordinazione come elemento di riferimento del diritto del lavoro di fronte alle nuove forme di occupazione. Un dibattito globale dal punto di vista spagnolo https://labourlaw.unibo.it/article/view/12010 <p>Il dibattito giuridico, giurisprudenziale e dottrinale, sulla subordinazione giuridica come elemento chiave del confine tra lavoro dipendente e autonomo è stato presente praticamente fin dal consolidamento e dall'espansione del diritto del lavoro, almeno in quei paesi in cui la legislazione del lavoro ha svolto un ruolo centrale nella progettazione dei rapporti di lavoro. Tuttavia, questo dibattito si è intensificato negli ultimi tempi, con l'emergere di alcune tesi sul declino e la possibile scomparsa della subordinazione come referente giuridico. Questo esito è la conseguenza di molteplici fattori, politici, economici e sociali, ma soprattutto è dovuto a trasformazioni tecnologiche, derivate dall'implementazione della digitalizzazione e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, unite a cambiamenti organizzativi nelle aziende, risultato della generalizzazione delle formule di decentramento produttivo e dell'intensificazione del lavoro a distanza. Il presente lavoro si propone di affrontare questo tema, nella prospettiva secondo la quale le sue cause determinanti sono di natura globale e transnazionale, ma con notevoli fattori di condizionamento nazionale che impediscono le generalizzazioni. Di conseguenza, si adotta il punto di vista dell’ordinamento giuslavoristico spagnolo. L'articolo sostiene la buona salute nel nostro ordinamento giuridico del criterio di subordinazione. Questo porta al rifiuto delle posizioni di chi prevede che sarà superato e sostituito dal criterio della dipendenza economica. Resta inteso, tuttavia, che la sopravvivenza della subordinazione deve basarsi su quattro premesse di adattamento essenziale: 1) la possibilità di stabilire diritti fondamentali comuni per tutto il lavoro personale svolto per conto di un altro, sulla base di una nuova concezione dei diritti del lavoro costituzionalmente garantiti, per estenderli al di là del lavoro subordinato; 2) la costruzione di un concetto flessibile di subordinazione, che includa ampie forme di etero-organizzazione; 3) la diversificazione della regolamentazione all'interno del lavoro subordinato con diversi livelli di tutela e flessibilità attraverso una corretta comprensione dei cosiddetti “rapporti di lavoro speciali” e, soprattutto, delle “modalità contrattuali” con un regime speciale come il lavoro a distanza; 4) uno sviluppo della tutela per il contraente debole nel campo del lavoro autonomo economicamente dipendente, senza rompere gli schemi della sua netta separazione dal lavoro subordinato.</p> Jesus Cruz Villalon Copyright (c) 2020 Jesus Cruz Villalon https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12010 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 Il diritto del lavoro ha ancora bisogno della subordinazione? Rispondendo a LLI https://labourlaw.unibo.it/article/view/12011 <p>L’autore ritiene che l’impostazione dicotomica “subordinazione/autonomia” debba essere preservata, a condizione di ridisegnarne integralmente gli equilibri interni, a partire dall’adozione di una nozione allargata di subordinazione che ruota attorno al concetto di dipendenza della prestazione lavorativa. Tale tendenza è presente nella legislazione del lavoro più recente in cui è già stata oltrepassata la lettura nozionistica della fattispecie di lavoro subordinato quale desunta dall’art. 2094 c.c. ed è presente una proiezione verso una nozione dilatata di dipendenza, dai confini tuttavia ancora imprecisati. In questo contesto, è l’ottica giurisprudenziale a svolgere un’apprezzabile funzione di sistemazione concettuale. Per contro, la formula della dipendenza economica esprime un dato relazionale che può variare in funzione dei termini del confronto esponendo al rischio di proteggere situazioni non meritevoli e di sacrificare interessi e valori specifici che meritano invece di essere protetti. Mantenendo una forte valenza di stampo ideologico-politico, la formula della dipendenza economica rischia di rimanere esposta a letture soggettivistiche. Attraverso una concezione allargata di subordinazione è possibile invece continuare a realizzare la finalità tipica del diritto del lavoro: la compensazione dello squilibrio negoziale dei contraenti, pur in un quadro complessivo in cui sempre più frequenti sono gli interventi legislativi volti a garantire tutele di stampo pubblicistico in una logica solidaristica e universalistica.</p> Giuseppe Ferraro Copyright (c) 2020 Giuseppe Ferraro https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12011 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 La subordinazione: il tramonto di una nozione intramontabile? https://labourlaw.unibo.it/article/view/12012 <p>L’Autore riflette sull’evoluzione della nozione di subordinazione ripercorrendone le tappe più significative: dall’affermazione del modello “barassiano”, alla crisi degli anni ’80, fino alle vicende dei nostri giorni. Oggi, nel contesto dell’economia digitale, la subordinazione giuridica pare sempre più, e forse definitivamente, inidonea ad esprimere una condizione di soggezione economico sociale. Per il futuro, può immaginarsi il passaggio ad un modello di tutela fondato su un floor of rights a protezione della persona che “lavora a favore di altri” e su ulteriori tutele modulabili in ragione della “meritevolezza” della protezione, ma comunque indipendenti dalle modalità giuridiche della prestazione di lavoro. Il che evoca la suggestione di un ritorno al modello tardo ottocentesco della “legislazione sociale”, da cui tutto ebbe origine.</p> Lorenzo Gaeta Copyright (c) 2020 Lorenzo Gaeta https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12012 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 La subordinazione è morta! Lunga vita alla subordinazione! https://labourlaw.unibo.it/article/view/12017 <p>Il concetto di "subordinazione" è ancora valido per definire il rapporto di lavoro nelle aziende digitali? Secondo l'Autore la risposta a questa domanda deve essere positiva: la subordinazione sopravvive, anche se i vincoli organizzativi che la sostanziano non possono più essere identificati soltanto con i poteri datoriali di direzione dei tempi, degli spazi e delle modalità esecutive del lavoro. Al contempo, gli obblighi contrattuali dei lavoratori devono essere adattati alla nuova organizzazione dell'impresa, che assegna un'ampia autonomia al prestatore, ma gli attribuisce una maggiore responsabilità per ciò che concerne lo svolgimento della prestazione lavorativa.</p> Massimo Pallini Copyright (c) 2020 Massimo Pallini https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12017 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 Il diritto del lavoro e il "problema" della subordinazione https://labourlaw.unibo.it/article/view/12036 <p>L'autore del saggio ritiene che il lavorare “per altri” debba costituire il fondamento razionale delle tutele assicurate dal diritto del lavoro, indipendentemente dal lavorare “alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore”. Il “fare per altri” meritevole di tutela sociale non può essere infatti limitato alla stretta sfera della subordinazione tecnico-giuridica. E' necessario identificare una nuova fattispecie di riferimento che si collochi "oltre" la subordinazione. Più specificamente, il sistema del diritto del lavoro va ricostruito su due livelli normativi interrelati: un primo livello civilistico contrattuale in cui la normazione avviene per tipi e per fattispecie, senza che avvenga l'aggregazione tipologica delle prestazioni di fare; un secondo livello, giuslavoristico, in cui l’aggregazione delle tutele e la loro distribuzione razionale rispetto al valore, pur senza prescindere del tutto dal primo livello, avviene sulla base di movimenti trans-tipici e di nuovi criteri di espressione del deficit democratico e della vulnerabilità sociale. La strada dell'adattamento interpretativo della nozione di subordinazione, pur percorribile, non porterebbe a risultati soddisfacenti. E' molto difficile sostenere che il senso dell’enunciato normativo di cui all'art. 2094 c.c., sia talmente incerto da giustificare un’interpretazione “purposive” e, di conseguenza, attribuire al concetto di subordinazione un contenuto normativo diverso e più ampio. Ad ogni modo, rispetto all'elaborazione di una nozione ampia di subordinazione pare preferibile adottare una visione universalistica, ma modulare delle tutele, da estendere selettivamente all’intero mondo del lavoro a partire dalla subordinazione ma oltre la subordinazione, e declinate in ragione degli specifici bisogni di protezione sociale espressi e delle condizioni materiali in cui il lavoro (senza aggettivi) viene prestato a favore di altri. in conclusione, occorre che la cultura del diritto del lavoro, continui a tutelare il lavoro dipendente come prima e possibilmente più di prima, ma al contempo muova oltre la subordinazione, espandendo le tecniche dell’universalismo selettivo. Nozioni come “dipendenza economica”, “relazioni personali di lavoro”, “etero-organizzazione” non rappresentano criteri alternativi alla subordinazione, ma compagni di viaggio grazie ai quali il diritto del lavoro può recuperare la sua forza e la sua giustificazione, non solo legale-razionale ma anche (e soprattutto) morale.</p> Adalberto Perulli Copyright (c) 2020 Adalberto Perulli https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12036 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 La subordinazione ritrovata e la lunga marcia del lavoro autonomo https://labourlaw.unibo.it/article/view/12037 <p>Nonostante l'impatto delle innovazioni tecnologiche sulle organizzazioni economiche, la subordinazione continua ad essere una pietra miliare del diritto del lavoro. L'obiettivo principale del diritto del lavoro dovrebbe essere quello di ampliare il campo d'applicazione delle norme di tutela fino ad includere gli operai, così come i ciclofattorini e i drivers organizzati dalle piattaforme digitali. Se si considera che il numero dei lavoratori poveri è notevolmente aumentato proprio nell’area dell’autonomia, è chiaro che la regolazione del lavoro autonomo genuino svolga un ruolo centrale rispetto all’obiettivo di estensione delle tutele. Questi cambiamenti sostengono pertanto la necessità di aumentare il livello di sicurezza sociale e di garantire salari minimi dignitosi, diritto alla contrattazione collettiva e diritto di sciopero</p> Orsola Razzolini Copyright (c) 2020 Orsola Razzolini https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12037 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 Il criterio della subordinazione alla prova del lavoro su piattaforma: alcune considerazioni sul contesto francese https://labourlaw.unibo.it/article/view/12039 <p>Le categorie fondamentali del diritto francese del lavoro, e particolarmente il criterio della subordinazione, sono messe in discussione da qualche anno. Tuttavia, la <em>Cour de cassation </em>ha deciso di mantenere la sua posizione tradizionale. Il contributo tenta di rendere conto delle evoluzioni possibili in questa materia.</p> Fabrice Rosa Copyright (c) 2020 Fabrice Rosa https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12039 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 Il lavoro a distanza in Spagna: dalla emergenza alla normalità https://labourlaw.unibo.it/article/view/12041 <p>Lo studio propone un percorso di riflessione attorno ad alcune questioni interpretative che scaturiscono dall’entrata in vigore, nell’ordinamento spagnolo, del Real Decreto-legge 22 settembre 2020, n. 28, per mezzo del quale è stata introdotta la nuova disciplina – “post-pandemica” e non emergenziale – del lavoro a distanza. Più in particolare, si prende in considerazione il ruolo strategico riconosciuto alla contrattazione collettiva nella regolamentazione dell’istituto in parola, quale occasione privilegiata per una riflessione sulla tensione tra re-intermediazione e disintermediazione.</p> Stefano Bini Copyright (c) 2020 Stefano Bini https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12041 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 Sull’Accordo quadro europeo in tema di digitalizzazione del lavoro https://labourlaw.unibo.it/article/view/12042 <div>Il contributo ospita una breve riflessione sull’Accordo Quadro sottoscritto a livello europeo in tema di digitalizzazione del lavoro. Identificata tra le priorità dell’agire sindacale nel work programme relativo al triennio 2019-2021, l’intesa individua una strategia win win che coinvolge l’impresa, i lavoratori e le relative rappresentanze sviluppandosi intorno a quattro aree tematiche. Formazione professionale, diritto di disconnessione, intelligenza artificiale nonché effetti del controllo tecnologico sul lavoratore (o aspirante tale) costituiscono il core del progetto elaborato dagli agenti collettivi per affrontare una delle più delicate sfide del XXI secolo.</div> <div>Pur riscontrandosi un apprezzabile tentativo di gestire in maniera responsabile la transizione digitale, la scarsa visibilità data alle questioni di genere e lo sguardo talvolta disattento ad alcune tematiche cruciali rappresentano alcune delle debolezze d’un accordo dalla preminente natura politica.&nbsp;</div> <div>Nell’individuazione delle criticità, un costante confronto è proposto con il piano d’azione di Etuc per il periodo 2019-2023, con gli indirizzi delle istituzioni europee nonché ovviamente, con le migliori prassi concertate, negli ordinamenti interni, nell’ambito della contrattazione collettiva</div> Anna Rota Copyright (c) 2020 Anna Rota https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12042 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 La tutela previdenziale delle collaborazioni organizzate dal committente https://labourlaw.unibo.it/article/view/11979 <p>Il presente contributo, svolte alcune riflessioni preliminari in merito alla rilevanza della dimensione previdenziale nell’ambito dello «statuto protettivo» del lavoro subordinato, dà conto degli orientamenti dottrinali maturati in merito all’estensione della disciplina previdenziale del lavoro subordinato ai collaboratori etero-organizzati, anche in relazione alle diverse letture possibili dell’art. 2, d. lgs. n. 81/2015, per poi sostenere, in linea con le più recenti indicazioni della giurisprudenza, che tale estensione è compatibile e coerente con la ratio di fondo della norma. Vengono quindi individuati gli effetti pratici dell’estensione e le problematiche connesse anche dal punto di vista dell’esposizione debitoria dell’INPS.</p> Gionata Cavallini Copyright (c) 2020 Gionata Cavallini https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/11979 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 Algorithmic management, poteri datoriali e oneri della prova: alla ricerca della verità materiale che si cela dietro l’algoritmo https://labourlaw.unibo.it/article/view/11955 <p>La tecnologia sta cambiando le modalità con cui le imprese gestiscono il proprio personale. Numerosi datori di lavoro hanno infatti iniziato a spogliarsi dell’esercizio completamente umano dei propri poteri, demandandolo, in tutto o in parte, a macchine più o meno intelligenti. Dati raccolti tramite pratiche di workforce analytics fungono da carburante per rifornire il serbatoio di strumenti di algorithmic management, capaci di assumere decisioni automatizzate che impattano sulla forza lavoro. Fermi i vantaggi in termini di maggiore produttività del lavoro, il ricorso alla tecnologia non è però sempre esente da rischi. Tant’è che è già accaduto, anche nel campo della gestione delle risorse umane, che gli algoritmi si siano dimostrati decisori tutt’altro che imparziali. Questo problema è spesso esacerbato dalla scarsa trasparenza che contraddistingue larga parte dei processi decisionali automatizzati. Anche per questa ragione, è stato sottolineato come le pratiche di workforce analytics e algorithmic management possano comportare un’estensione delle prerogative datoriali senza precedenti. È stato altresì sostenuto, soprattutto nella discussione sul tema a livello internazionale, che ciò richiederebbe un aggiornamento, se non un ripensamento, della disciplina giuslavoristica che, allo stato, potrebbe rivelarsi inadeguata a far fronte alla rivoluzione tecnologica in atto. Lo scopo di questo elaborato è dunque quello di comprendere se il diritto del lavoro italiano possegga già anticorpi regolativi idonei a impedire indebiti abusi dei poteri datoriali potenzialmente derivanti dal sempre più ampio ricorso all’algorithmic management. Più nello specifico, si cercherà di dimostrare come le regole in materia di onere della prova e quelle che attribuiscono ampi poteri istruttori al giudice del lavoro, soprattutto se combinate con i diritti di informazione e accesso contenuti nel GDPR, siano idonee ad alleviare i problemi di trasparenza decisionale e i rischi di indebite estensioni dei poteri datoriali connessi all’uso sempre più massiccio delle pratiche di algorithmic management. Infine, si sottolineerà come vi siano plurime ragioni per argomentare a favore di un esercizio più incisivo dei poteri istruttori del giudice del lavoro, guidato e allo stesso tempo limitato dal criterio di prossimità alla fonte di prova. Ciò favorirebbe infatti la ricerca della verità materiale che si cela dietro l’algoritmo, così rendendo il diritto del lavoro italiano ancor meglio equipaggiato per far fronte alle sfide lanciate dalla rivoluzione tecnologica in atto.</p> Giovanni Gaudio Copyright (c) 2020 Giovanni Gaudio https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/11955 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 L’obsolescenza dell’art. 603-bis c.p. e le nuove forme di sfruttamento lavorativo https://labourlaw.unibo.it/article/view/11984 <p>L’art. 603-bis c.p. descrive la fattispecie di sfruttamento di manodopera attraverso i c.d. indici di sfruttamento. Il ricorso a questa innovativa tecnica di tipizzazione di contesto presenta dei limiti applicativi, in quanto gli indici sono quasi esclusivamente riferiti a parametri normativi tipici del lavoro subordinato. Una rigida applicazione di tali indici rischia quindi di escludere dalla tutela penale forme di degrado del lavoro ormai diffuso in diversi contesti produttivi, allorquando formalmente la prestazione d’opera non sia riconducibile alla fattispecie di subordinazione. Per superare tale eventuale lacuna di tutela si pongono due alternative: non tener conto degli indici, rispetto a queste nuove forme di sfruttamento, oppure assimilare il lavoro tramite piattaforma a quello subordinato. Entrambe le soluzioni sollevano qualche perplessità sul piano del principio di tassatività, tuttavia, mentre risulta impraticabile, sotto diversi punti di vista, rinunciare agli indici di sfruttamento, stante la scarsa capacità selettiva del fatto tipico di cui all’art. 603-bis c.p., pare meno problematica la possibilità di una equiparazione fra lavoro tramite piattaforma e subordinazione. Ma anche qualora si ritenessero superabili in via interpretativa gli ostacoli evidenziati, si prospettano ulteriori difficoltà rispetto alla struttura poliedrica dell’impresa globale, ove risulta sempre più arduo individuare un centro decisionale. Questo ovviamente pone dei problemi di imputazione della responsabilità, in considerazione del fatto che manca una disciplina della responsabilità penale nei gruppi di società e una fattispecie penale autonoma per chi beneficia consapevolmente di lavoro degradato.</p> Valeria Torre Copyright (c) 2020 Valeria Torre https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/11984 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 Presentazione https://labourlaw.unibo.it/article/view/12018 <p>La Direzione di LLI presenta la sezione Reports &amp; Comments dedicata alla "vicenda riders" in Italia (e non solo)</p> La Direzione Copyright (c) 2020 La Direzione https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12018 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 Commento alla sentenza del Tribunale Supremo spagnolo che considera i riders lavoratori subordinati https://labourlaw.unibo.it/article/view/12034 <p>La Spagna è uno dei Paesi con il maggior tasso di giudiziarizzazione delle controversie qualificatorie del lavoro tramite piattaforma digitale. Decine di sentenze si sono pronunciate negli ultimi anni: la maggior parte ha deciso per la subordinazione dei lavoratori delle piattaforme nel settore dei trasporti, mentre alcune hanno sostenuto che siano veri e propri lavoratori autonomi. Tale contraddizione ha portato il Tribunal Supremo spagnolo a pronunciarsi. In questo articolo si commenta una sentenza emessa dal Tribunal Supremo, in adunanza plenaria, che ha adottato la decisione all’unanimità. Secondo il Tribunal Supremo, il ciclo-fattorino è un lavoratore dipendente, da un lato, perchè la piattaforma digitale è un elemento produttivo rilevante – contrariamente al ciclo o motociclo che ha un valore meno considerevole -, e, dall’altro lato, perchè il fattorino esegue la prestazione di lavoro con il marchio e per i clienti dell’azienda proprietaria della piattaforma.</p> Adrián Todolí Signes Copyright (c) 2020 Adrián Todolí Signes https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12034 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 Il Tribunal Supremo spagnolo ci insegna qualcosa sul lavoro dei riders e anche sulla subordinazione del XXI secolo https://labourlaw.unibo.it/article/view/12035 <p>Il 25 settembre 2020 il Tribunal Supremo spagnolo, per la prima volta, si è pronunciato sul rapporto di lavoro dei riders di Glovo. I giudici, ribaltando le sentenze di merito, hanno concluso per la natura subordinata del rapporto di lavoro tra il ricorrente e l’azienda di food-delivery, accertando la sussistenza degli indici tradizionali del trabajo por cuenta ajena nelle nuove forme del lavoro tramite piattaforma digitale. La controversia, come in altri ordinamenti, è in effetti l’occasione per porre al vaglio le categorie tradizionali in cui inquadrare un rapporto di lavoro e verificarne la tenuta nell’era dello sviluppo tecnologico dell’organizzazione imprenditoriale: la dicotomia classica lavoro subordinato e lavoro autonomo non cede il passo a forme nuove di lavoro e, seppur rinnovata, resiste.</p> Gemma Pacella Copyright (c) 2020 Gemma Pacella https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12035 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 Il luminoso futuro di un concetto antico: la subordinazione nell’esemplare sentenza di Palermo sui riders https://labourlaw.unibo.it/article/view/12044 <p>L'Autore commenta il contratto collettivo Assodelivery-Ugl e la successiva sentenza del Tribunale di Palermo che, per la prima volta in Italia ma allineandosi alla giurisprudenza prevalente negli altri Paesi di diritto civile, qualifica i <em>riders</em> come dipendenti</p> Marco Barbieri Copyright (c) 2020 Marco Barbieri https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12044 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100 La subordinazione in prospettiva. Opinioni a confronto https://labourlaw.unibo.it/article/view/12040 <p>Il tema discusso nella sezione "Idee" riguarda il ruolo assunto dalla subordinazione nell'attuale diritto del lavoro a seguito della diffusione dell'economia digitale. Il contributo si occupa di presentare i quesiti rivolti a un gruppo di esponenti della dottrina giulavoristica.</p> Marco Novella Copyright (c) 2020 Marco Novella https://creativecommons.org/licenses/by/3.0 https://labourlaw.unibo.it/article/view/12040 Mon, 21 Dec 2020 00:00:00 +0100